ott 30 2009

Scarpe con cucitura Good-Year

Tag:angelo @ 17:24

Fiore all’occhiello dell’Ars Sutoria è la calzatura Goodyear dove  al sottopiede in cuoio dello spessore di circa 4 mm al viene cucito a mano il guardolo su cui a sua volta verrà cucita la suola. L’applicazione del tacco conclude la prima fase di lavorazione alla quale seguono fresatura di suola e tacco, molatura e tintura.JS 2parte AF.FH11

Lungo e laborioso, il metodo Goodyear dà come risultato finale una calzatura dalle caratteristiche eccezionali fatta per durare e per essere assolutamente equilibrata e confortevole: un procedimento antico che, grazie a una doppia cucitura tra la tomaia e la suola, garantisce l’ inalterabilità nel tempo della scarpa.

La scarpa goodyear usata è paradossalmente più bella di una scarpa nuova, infatti con l’uso si trasforma in un prodotto totalmente adattato al piede del cliente, creando un perfetto connubio tra eleganza e confort. Le calzature realizzate con la lavorazione Goodyear sono compatte, robuste e durevoli nel tempo.


ott 26 2009

Cirage: il rito della lucidatura

Tag:angelo @ 13:44

A parte una buona nascita, è l’educazione che conta. Così una calzatura di qualità nasce come oggetto d’artigianato, ma diviene un capolavoro dello Spirito grazie all’uso ed alla cura.

Tra tutte le attenzioni, quella che nobilita la scarpa, la rende nostra e in qualche modo eleva anche noi stessi è la lustratura o cirage. Il suo mondo di lucidi, di creme, di infinite attenzioni, è un mondo sacro. Il segreto dell’emozione che serpeggia al tavolo di cirage, quando viene condotto in compagnia e secondo una procedura, è da ricercarsi in due componenti essenziali: il Rito e la Fede. Lini veneziani, spazzolini di setola, secchielli e candelabri d’argento, champagne millesimato. Tutto si giustifica solo se da un lato si rispettano tempi e modalità che danno a tutto un significato e dall’altro si crede fermamente nel valore espressivo di una lustratura perfetta. Il cirage ha qualcosa di alchemico: nel faticoso procedimento l’elevazione della materia va di pari passo con quella dello Spirito. Molti sorrideranno di scherno di fronte a tanto spreco di tempo e denaro per un’operazione detestata dalla servitù che diventa vanto di gentiluomini. Poiché non è dannosa per l’umanità, invochiamo il diritto ad essere noi stessi.

cirage

Olga Berluti ha fondato uno dei club più esclusivi del mondo, intitolato al personaggio di Proust emblematico della vita elegante, lontana dal quotidiano. Unica donna, governa con grazia regale questa voliera di pavoni. Soci del Club Swann sono personalità politiche, dello spettacolo, dell’arte. Purché non sia fine a sé stessa, la vanità non è qui un elemento discriminante, tutt’altro. L’attività principale è la lucidatura delle scarpe, che in questo contesto è diventata una cerimonia, quasi una religione. Al di fuori della rigida liturgia del cirage (lustratura), nessuna regola e nessuna formalità che non siano quelle del buon senso e della buna educazione, perchè la tradizione che il Club Swann sta creando non è tradizionale. Un solo principio irrinunciabile: nessuna persona noiosa.


ott 26 2009

Cordovan: che passione !

Tag:angelo @ 9:36

Sono sempre esistiti dei materiali che rappresentano di per se dei simboli di raffinatezza e di lusso; le caratteristiche che li contraddistinguono sono: un’ origine preziosa, sia per la scarsità che per la lavorazione connessa, e, sopra tutto, delle qualità di aspetto ma anche di comfort e di durata superiori. Tra questi prodotti possiamo citare il bisso e la porpora, ricavati da animali marini, le pellicce pregiate, la seta, la lana Pashmina e del Kashmir, l’avorio di elefante, la tartaruga, e lo “SHELL CORDOVAN

cordovan
Quest’ultimo, da non confondere con le numerose imitazioni che indebitamente ne usano il nome, é il risultato della lavorazione accurata di una parte ben definita della cuIatta equina: la “SHELL” o scudo: parte dura e quasi cornea del posteriore. Ogni equino possiede nei quarti posteriori due di questi scudi, dalla forma tondeggiante e grande non più di tre piedi al massimo.
Per ricavare lo “scudo” occorre sacrificare l’intera culatta, ponendola per circa tre mesi in bagni sempre più forti di tannino che vanno agitati in continuazione per favorire l’ impregnazione in questa parte molto dura e compatta.

Al termine di questa prima fase di concia, lo scudo risulta visibile all’occhio esperto, ed abili taglia tori la individuano e la ritagliano dal materiale circostante che viene scartato. Purtroppo non é possibile individuare prima la parte pregiata: chi trovasse il modo per farlo potrebbe diventare ricco.
Gli scudi vengono quindi tinti con appositi colori, ma dalla parte della carne! Una caratteristica poco conosciuta di questo materiale é infatti quella di venir utilizzato all’ incontrario rispetto agli altri pellami, i quali vengono impiegati con il derma all’esterno. Solo il vero “SHELL CORDOVAN” mantiene il derma all’interno, cosicché la cute o “fiore” può mantenere le sue caratteristiche senza possibilità di venir tagliata o graffiata.
Dopo la coloritura, che viene eseguita con spalmatura a mano, ed un periodo di assorbimento di oltre dieci giorni, avviene un’ ingrassatura, sempre a mano. Dopo un ulteriore periodo di riposo di quindici giorni, si esegue una seconda ingrassatura e, dopo un altro periodo di assorbimento, la lucidatura a cristallo o ad agata e la selezione finale delle scelte. Sono passati più di sei mesi da quando il pellame ha fatto il suo ingresso in conceria.

Le caratteristiche uniche di questo pellame si possono riassumere in: aspetto caratteristico ed estremamente piacevole che si mantiene nel tempo, estrema flessibilità di un materiale resistente che si adatta al piede per una calzatura senza paragone e buona resistenza ai graffi: un sapiente uso del lucido e le spazzolature continue rigenerano la superficie.

Purtroppo questo materiale, di per sè già scarso, diviene oggi sempre più difficile da reperire. Ideato in un’epoca in cui non mancavano i grossi cavalli da lavoro e da trasporto, oggi é divenuto raro; in tutto il mondo viene prodotto correttamente in una sola conceria utilizzando un’ antica formula russa di cui abbiamo svelato solo alcuni passaggi.


ott 22 2009

San Cripino, patrono dei calzolai

Tag:angelo @ 14:33

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SAN MAURO PASCOLI - Ritorna la Fiera di San Crispino nelle principali vie e piazze di San Mauro. L’appuntamento è per sabato 24 e domenica 25 ottobre con mostre, enogastronomia, tante proposte per l’acquisto, cultura e quant’altro, in omaggio al patrono dei calzolai. Per quanto riguarda gli eventi sabato 24 da non perdere “Me Banchet”, calzolai sammauresi all’opera, con Guglielmo Boetti, Luigi Garofani e Valentino Zicchetti, dimostrazione di come si facevano le scarpe una volta.

S. Crispino e S. Crispiniano, i fratelli ‘crespi’ di capelli, martiri cristiani che, abbandonate le ricchezze, si misero a predicare il vangelo di Gesù Cristo in terra di Francia. Scegliendo di guadagnarsi il pane risuolando scarpe. I due fratelli finirono i loro giorni in Francia, giustiziati durante la persecuzione di Riziovaro del 287, sotto l’imperatore Diocleziano. Ma, da allora, divennero i protettori dei calzolai e dei ciabattini, che ogni anno, per il 25 di ottobre, ricordano il sacrificio dei due fratelli. Tantissime le presenze di opere d’arte che raffigurano i due martiri, la cui devozione popolare è   stata molto forte spiecialmente nel XV e XVI secolo. E moltissime inoltre le testimonianze artistiche legate al nome dei santi firmate da importanti artisti, come quelle della pala che venne commissionata a Martino Spanzotti nel ‘400. Pala collocata nel Duomo di Torino, nella cappella dei calzolai, dove si trova tuttora. Nel dipinto sono raffigurati, fra l’altro, gli episodi salienti della vita dei due martiri.Le aziende calzaturiere festeggiano il santo protettore dei ciabattini.

crispinodaviterbo

Nella città   di Pascoli, dal 22 al 25 di ottobre è   stata allestita la fiera dedicata al protettore dei calzolai. Evento che quest’anno ha presentato anche la mostra ‘Scarpe, arte e poesia del quotidiano: la sensualità  , dove saranno in rassegna tantissime interpretazioni artistiche dell’oggetto scarpa. Quest’anno, in particolare, il tema si è   concentrato sulle variazioni della sensualità   legate alle calzature. In mostra sono state offerte visioni dell’accessorio attraverso tutte le possibili tecniche espressive: dalla tradizionale pittura, alla fotografia, alla scultura al video ed all’installazione; in un percorso che, partendo da immagini esplicite di donne seminude con indosso scarpe col tacco, lentamente si asciuga e purifica fino ad interpretazioni ascetiche ed astratte che della scarpa e della sensualità   propongono letture private ed originali.


ott 22 2009

Calzolaio

Tag:angelo @ 0:24

Pubblichiamo il commento di un calzolaio apparso sulla rete

calzolaio

Sono un calzolaio bresciano di 50 anni capitato per caso in questo blog cercando siti web di colleghi

Mi ha meravigliato molto che ci siano persone interessate ad imparare il nostro lavoro, non è questa la sensazione che si percepiva fino ad un pò di tempo fa

Vedo molta meraviglia sul fatto che non ci siano scuole professionali atte ad insegnare il nostro lavoro, evidentemente non vi siete resi conto che negli ultimi 30 anni i calzolai (quelli veri che stanno in bottega e che eseguono ogni tipo di riparazione) sono diminuiti come numero dell’80% e la loro età media è intorno ai 60

Dagli anni 70 in poi nessuno a più voluto sedersi al deschetto ad imparare il lavoro, che è prettamente artigianale, da imparare da un maestro quotidianamente con molto sacrificio ed un pò di passione

Gli unici che hanno continuato a farlo sono i figli di calzolai…alcuni.

Ho letto di corsi per imparare il lavoro di un mese, ridicolo! Le uniche scuole che hanno formato dei calzolai, pochi, sono state le cosiddette scuole bottega, dove i ragazzi per almeno tre anni frequentavano la mattina dei normali corsi scolastici ed il pomeriggio imparavano in bottega da un maestro volontario

Imparare a 25 30 anni questo lavoro è possibile, ma serve molta umiltà e poter accettare di stare in bottega almeno un paio di anni solo per imparare (cioè senza stipendio…come all’università)

Un “piccolo” ostacolo viene dalla burocrazia, nessun calzolaio può tenervi in bottega senza aver in qualche modo regolarizzato la vostra posizione e per far ciò dovrà assumervi assicurarvi e garantirvi uno stipendio…..

Concludendo il nostro lavoro ha preso una brutta china ed andrà scomparendo, non per mancanza di lavoro ma per mancanza di addetti

Resteranno i riparatori rapidi da supermarket preparati con un corso da 15 giorni, persone rispettabili, ma non calzolai


ott 18 2009

Allacciare le scarpe

Tag:angelo @ 15:06

lacings

Ci sono circa duemila miliardi di modi per allacciare un paio di scarpe a 12 occhielli, ma solo 24 sono quelli veramente realizzabili. Ian Fieggen, un 42enne programmatore di computer australiano, si è divertito a fare il calcolo delle possibili combinazioni e ha illustrato sul suo blog, www.fieggen.com, quelle fattibili. Ne abbiamo scelti alcune a partire dai lacci “a scaletta”, usati negli Usa dai paracadutisti. Ma attenzione: sono duri da stringere.


ott 16 2009

Vero Cuoio per i tuoi piedi

Tag:angelo @ 15:04

vero-cuoio

I piedi sono una parte importantissima del nostro corpo: sono sottoposti ogni giorno a una media di 16 ore di lavoro, sono una macchina complessa e articolata, composta da 114 tendini e legamenti, 26 ossa e 33 articolazioni che ci consentono di muoverci su tutte le superfici; nell’arco di una vita percorrono mediamente 190.000 km, una distanza pari a quasi 4 volte il giro del mondo.

Dobbiamo dunque trattarli con cura e rispetto perché da essi dipendono la deambulazione, l’equilibrio, la postura e la buona salute di tutto l’organismo, ma soprattutto perché essi rappresentano il nostro “secondo cuore”, dato che il loro sistema venoso funge da pompa all’interno dell’organismo permettendo al sangue di ritornare al cuore per essere ossigenato.

Cosa fare allora per mantenere in forma i piedi?

Il primo provvedimento da adottare è sicuramente la scelta di una calzatura adatta.
Prima di acquistare un paio di scarpe vanno considerati due aspetti: l’assetto e i materiali.

L’assetto deve consentire al piede tutti i movimenti per cui è preposto, non deve avere un tacco superiore ai 3,5 - 4 cm. di altezza, la parte posteriore deve essere contenitiva ma non rigida per mantenere il tallone in asse, e infine, deve avere il giusto compromesso tra rigidità e flessibilità.

I materiali di cui è composta la calzatura devono essere traspiranti, dunque naturali, per rispettare l’anatomia e la fisiologia del piede e evitare tutta una serie di disagi legati all’uso di materiali sintetici.

E’ stato infatti dimostrato da una ricerca scientifica che il piede calzato in una scarpa interamente realizzata in materiali naturali come il cuoio e la pelle è sottoposto a minore stress rispetto a calzature parzialmente o interamente sintetiche.

In particolare: una calzatura con suola in cuoio, confrontata con la stessa calzatura con suola in gomma, garantisce un minore accumulo di calore, permette un efficiente scambio termico con l’esterno e impedisce il surriscaldamento del piede.

Approndimenti su www.verocuoio.it


ott 14 2009

Calzoleria a domicilio

Tag:angelo @ 15:18

gregorio-logo-def-traccUno dei grandi lussi della nostra epoca e’ sicuramente il tempo, per chi di tempo ne ha proprio poco  le scarpe su misura a domicilio sono un’idea innovativa che va incontro alla vita frenetica di tutti i giorni.

Basta una telefonata e il “sutor on call” viene direttamente da voi per creare francesine, derby e mocassini  tutto realizzato esclusivamente su misura: una nuova concezione dell’italian style che sta riscontrando un grande successo.
Sempre perfetti e con stile nel minor tempo possibile: questa è l’esigenza di professionisti e imprenditori.

Per avere la massima qualità e eleganza, ci si rivolge sempre più spesso alla bravura e all’abilità dell’artigiano a domicilio. Tra le calzolerie che forniscono questo servizio, simbolo di artigianalità ed efficienza troviamo la Calzoleria Gregorio1945, che ha sede ad Imola in Provincia di Bologna.
Calzature artigianali create su misura, recandosi dai clienti, in ufficio o in azienda, con i migliori pellami italiani, secondo l’antica ars sutoria che unisce la tradizione e l’esperienza del fondatore, Diodoro, allo stile ed all’entusiasmo del figlio Angelo titolari della Calzoleria Gregorio 1945.

Il nostro punto di forza è la garanzia della realizzazione esclusivamente artigianale, ci piace l’idea che le calzature  prendono forma fra le nostre mani dopo ore di lavoro e passione con il  risultato finale di un prodotto che ha il valore della manifattura e non del marchio: un modo per andare oltre la moda ma incontro ad i  vostri desideri espressamente a domicilio.


ott 13 2009

Scarpe strette

Tag:angelo @ 8:10

Vi è mai capitato di acquistare un paio di scarpe che vi andavano strette ?
Se la risposta è si, in questo articolo vi proponiamo alcuni semplici consigli per cercare di risolvere il problema provando ad allargarle.

allarga-scarpe
Ovvio che la soluzione migliore è quella di riportare le scarpe in negozio e sostituirle con un altro paio più comode. Se questo non fosse possibile e le scarpe sono solo di una misura più piccola, si possono ottenere dei risultati soddisfacenti portandole da un calzolaio munito di apposita attrezzatura (allargascarpe o allargastivali).

Un altro metodo per allargare le scarpe è quello di usare appositi spray venduti in negozi che trattano articoli per calzolai (solette, calzascarpe, cuscinetti etc) o grossi rivenditori di scarpe.

Poi esistono anche vari metodi fai da te che sicuramente non fanno miracoli ma forse potrebbero andar bene per il vostro caso. Il primo  è quello di inserire all’interno delle scarpe della carta di giornale imbevuta d’acqua o d’alcol. Sincermante  preferisco utilizzare l’acqua al posto dell’alcol in quanto in questo modo sono sicuro di non rovinarle in nessun caso.

L’alcol è più adatto ma vi consiglio di utilizzarlo su scarpe alle quali non tenete particolarmente (scarpe da calcio, tennis, danza, calcetto e ecc.) in quanto potrebbe stingerle rischiando di macchiarle. Un altro metodo è quello di indossare le scarpe con un bel paio di calzini spessi e imbevuti sempre nell’acqua o alcol. Speriamo che questi semplici consigli vi siano d’aiuto in modo da farvi evitarvi l’insorgere le vesciche ai piedi .

Infine il modo migliore, abbandonando i metodi poco ortodossi descritti fino a qui è quello di dotarsi di un allunga-allarga scarpe regolabile ed insieme allo spray allargascarpe procedere gradualmente fino a quando non si trova il massimo della comodità.

Nel caso avete letto troppo tardi questo articolo e avete già le vesciche vi consiglio di andare in farmacia e comprare un paio d’appositi cerrotti per curarle.


ott 12 2009

Scarpe fatte per durare una vita

Tag:angelo @ 12:37

allen-edmonds-fairfaxDurature, comode ed eleganti.

Può sembrare il claim di una pubblicità degli anni ‘50 ma nel caso delle scarpe Allen-Edmonds, lo slogan calza a pennello.

Durano perchè sono costruite “shankless”, cioè senza il fusto di metallo presente nella maggior parte delle calzature. La suola esterna è cucita lungo tutto il perimetro col sistema Goodyear che non solo consente ai muscoli del piede di flettersi in modo naturale ma rende anche più facile la risuolatura in caso di logoramento delle cuciture o delle suole. Un calzolaio esperto può aprire una Allen-Edmonds fino alla base, riempire l’intercapedine della suola intermedia con il sughero e procedere alla cucitura di una nuova suola.

Sono comode perchè, utilizzando forme speciali che imitano alla perfezione la forma del piede, assicurano il sostegno naturale dell’alluce, della pianta e del tallone.

Sono eleganti per le linee rigorose, per l’accurata scelta dei colori, e per la particolare lucentezza dei pregiati pellami utilizzati tra i quali spicca il cuoio cordovan, rigorosamente conciato a mano con tecniche vecchie di secoli.

Le scarpe Allen-Edmonds sono prodotte dal 1922 a Port Washington (Wisconsin) nel cuore del Midwest. Dal taglio del pellame alla applicazione dei lacci, il processo di lavorazione di queste scarpe passa attraverso più di 200 fasi, in ciascuna delle quali è presente sempre l’intervento manuale.


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