feb 05 2010

I LOVE ITALIAN SHOES

Tag:angelo @ 21:30

campagna

Ideata e pianificata dallagenzia 1861 United, la campagna verrà affissa negli aeroporti di Malpensa, Parigi, Duesseldorf, Monaco, Mosca, Pechino, Hong Kong, Tokyo e New York, dove verrà proiettato anche un breve filmato sugli schermi del department store Macys e in Time Square. Inoltre, la campagna comparirà sui principali siti italiani ed europei (Francia, Germania, Russia) oltre che di Stati Uniti e Cina.

La nuova campagna I LOVE ITALIAN SHOES GOLDEN ITALY dice al pubblico che grazie al Made in Italy si può essere certamente fashion, ma anche sentirsi perfettamente tutelati dal punto di vista della qualità del prodotto, in ragione della lunga tradizione e del know-how dellindustria calzaturiera italiana.

ANCI fa quindi un ulteriore passo nel sostegno alla produzione calzaturiera italiana, promuovendo lemergere delle caratteristiche di eccellenza di quello che, ormai per tutto il fashion system, non è più solo un semplice accessorio, ma un elemento indispensabile dello stile, e che trova la sua massima espressione proprio nella produzione made-in-Italy.



feb 04 2010

L’eleganza inglese…

Tag:angelo @ 11:15

British Style
Per comprendere qualsiasi fenomeno umano occorre considerare la contraddizione come una cosa naturale e inevitabile. Lo stile inglese non fa eccezione, teso com’è tra l’austerità dell’obbedienza e lo scintillio con cui il rigore creato e approvato nella quotidianità viene infranto nelle occasioni o dalle persone eccezionali. Nato con Brummell, che codificò l’uniforme borghese e porse alla nuova classe dirigente un modello di eleganza compatibile coi tempi, esso giunse alla maturazione e forse al canto del cigno con il Duca di Windsor, virtuoso in grado di indossare con la stessa disinvoltura fantasie a grandi scacchi o vertiginose code. Di questi uomini ogni atto fu sempre congruo all’opera estetica.

lm3

lm22

Le scarpe fotografate sono di L.M. che al matrimonio del fratello esibiva una classica ed appropriata eleganza inglese.

IL TESSUTO PRINCIPE DI GALLES E’ L’EMBLEMA DI UNA CIVILTA’ DEL VESTIRE



feb 03 2010

Gentleman

Tag:Tag angelo @ 21:54

Essere gentleman non è necessariamente una dote innata ma è un fatto di educazione.pc041312

Secondo la maggioranza dei 30-40enni c’è ancora spazio nella società di oggi per i gentiluomini e la maggioranza degli intervistati si auto-percepisce come gentiluomo nella quotidianità, con un punteggio del 70% circa.
E’ interessante sottolineare che non si nasce gentleman ma, per la maggior parte degli uomini (62.5%) e delle donne (53.5%), lo si può diventare con l’educazione.

Un gentiluomo oggi è soprattutto un uomo eticamente corretto, rispettoso, cortese e disponibile verso gli altri. I suoi modi e i gesti esplicitano questi valori all’esterno. Gli atteggiamenti che lo contraddistinguono sono le buone maniere di una volta e l’educazione (per il 38% degli uomini e il 42,3% delle donne), le piccole cortesie verso gli altri (25% degli uomini e 29,5% delle donne) e il rispetto (20,5% degli uomini e 17% delle donne).

Nel gentiluomo moderno il lusso non è nel possesso del meglio, ma nel goderlo.
Le forme del lusso contemporaneo coinvolgono la molteplicità dei sensi, sono entrati a far parte della vita quotidiana sottoforma di piccoli gesti edonistici e nella scelta degli accessori: dalle cravatte agli orologi, dai guanti ai gemelli.

La ricerca personale e l’originalità di pezzi unici sono la chiave per godere di piccoli lussi personali, le calzature su misura (per il 72,2% degli uomini) emerge come il must del guardaroba, per la consapevolezza di calzare un capolavoro unico dove c’è sempre un pizzico di originalità.



feb 02 2010

Talento e passione

Tag:angelo @ 12:23

scarpe-sospese
Geoff Colvin, un giornalista statunitense, ha scritto un libro in cui sostiene che il talento è sopravvalutato. Quello che conta è l’impegno consapevole, intenzionale, costante e prolungato per raggiungere un determinato obiettivo. Prove alla mano, Colvin dimostra che da Mozart a Tiger Woods, passando per Picasso, tutti quelli che vengono comunemente considerati dei geni hanno in realtà raggiunto i loro straordinari risultati solo dopo anni e anni di intenso impegno. Il loro talento non era innato, ma acquisito. Come nel caso di Steve Jobs, il fondatore e capo della Apple. Non è un genio, ma un abile uomo di marketing. Che per mesi è riuscito a far parlare mezzo mondo di un prodotto che non esisteva. Fino a mercoledì scorso, quando finalmente ha presentato un nuovo tipo di computer portatile. Dicono che cambierà il mondo dell’informazione.

Ma intanto non bisogna dimenticare che il futuro dipende soprattutto dalla sua qualità. Senza possibili scorciatoie: una brutta scarpa resterà sempre un brutta scarpa, indipendentemente dal supporto su cui verrà visualizzata. Mentre per realizzare un buon paio di calzature continueranno a servire tempo, impegno e passione.



feb 01 2010

Sciuscià…il lucida scarpe

Tag:angelo @ 20:22

Lucida Scarpe (Sciu Scià): dall’inglese partenopeo shoe shine
nonnototoo
Il termine sciuscià nasce a Napoli durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell’occupazione statunitense, quando i bambini della città guadagnavano qualche lira facendo i lustrascarpe, parola tradotta in shoe-shine dai soldati americani.
Il grande regista Vittorio De Sica ha fatto degli sciuscià i protagonisti del suo film più arduo e impegnativo; non abbiamo voluto dimenticare questa tradizione napoletana ed all’interno della bottega di alcuni calzolai in emilia romagna, si può usufruire del servizio di lustra-scarpe accomodandosi sulla poltrona “sciuscià” e bere assieme un calice di vino o fumare un toscano chiacchierando amabilemente di cuoio, di tempi andati e di quelli che devono venire



« Pagina precedente