Tag: — angelo @ 12:29
Lo sfumato è una tecnica pittorica che permette, attraverso un’ attenta gradazione dei valori tonali (colori), di ottenere realistici effetti plastici. Leonardo in particolar modo dimostra una piena padronanza di tale tecnica, che gli permette di realizzare una convincente illusione di profondità nelpaesaggio (prospettiva aerea).
In arte, il chiaroscuro sono gli effetti di luce e ombra di un dipinto o di un disegno, sia monocromo che a colori. Il termine, che viene utilizzato nella forma italiana anche in altre lingue, deriva dai due aggettivi ‘chiaro’ e ‘oscuro’ e fa riferimento alla tecnica che tende a contrapporre aree molto illuminate ad altre profondamente ombreggiate. L’abile utilizzo di luci e ombre (talvolta definite valori tonali) al fine di produrre effetti particolari è una caratteristica delle opere di grandi maestri cinquecenteschi come Leonardo da Vinci (il creatore dello ’sfumato’) e Raffaello, e di grandi artisti barocchi secenteschi come Caravaggio, Georges de La Tour e, soprattutto, Rembrandt.

Tag: — angelo @ 11:31
Anticature a tampone, lucidature a vetro, concia con liquidi di cromo ridotti organicamente sono solo alcuni dei “trattamenti di bellezza” finalizzati a mantenere inalterata la perfezione del fiore delle pelli ILCEA.
Non a caso maison come Berluti o shomaker come John Lobb utilizzano esclusivamente questa eccellenza italiana.

Tag: — angelo @ 7:44
La scarpa da uomo per Autunno-Inverno 2011/2012 è realizzate secondo le tecniche artigianali più antiche, come quelle impiegate dagli shoe-maker della londinese Jermyn Street, abbinate alla tecnologia funzionale tipica del Made in Italy.
La tecnica di lavorazione impiegata è la Good Year, ereditata dai calzolai di un tempo per far fronte ad usura e resistenza all’acqua e per sortire l’effetto “no- season” ovvero la destagionalizzazione della scarpa pensata per affrontare gli inverni più corti e climi differenti.
Una calzatura preziosa che recupera la qualità delle tecniche artigianali del passato e si proietta in un presente fatto di funzionalità, massimo comfort e un look inedito e alla moda, che mescola la tradizione, legata al bello e ben fatto, con linee intramontabili e sofisticate.
La tendenza e la tecnica vanno di pari passo: in questa nuova collezione infatti non si può disgiungere lo stile dall’esperienza, l’eleganza è intesa come una forma di espressione, un modo per manifestare la propria identità.
Calzature per gli intenditori, per chi ancora ama il lusso dell’artigianalità, del manufatto, frutto di una tradizione sapiente e simbolo di sicurezza.
Eccellenza, tanto nei pellami, totalmente naturali e trattati unicamente a mano in modo da creare sfumature dai colori indefiniti, come nelle forme meno affusolate più organiche ed avvolgenti, e nei fondi superleggeri ma otticamente spessi adatti alla stagione invernale.
Per questa stagione il look è molto natural, particolarmente armonico grazie all’utilizzo di tinte tenui che vanno dal beige a tutta una scala di marrone, in tutta la gamma dei colori del bosco, dalla sfumature molto naturali della terra.

Tag: — angelo @ 11:12
I materiali provvisti di Outlast® mantengono il comfort individuale del corpo, assorbendone il calore in eccesso quando ne viene generato troppo e restituendoglielo quando ce n’è più bisogno.
Maggior comfort
Adattamento al microclima corporeo
Meno surriscaldamento
Meno raffredamentoMeno sudorazione
Regolazione termica attiva
La peculiarità dei materiali Outlast® è che l’involucro delle microcapsule incorporate rimane integro. Le microcapsule hanno una dimensione microscopica: circa 1.000 stanno su una punta di spillo (3 milioni per cm²). Nelle microcapsule brevettate denominate Outlast® Thermocules™ sono incorporate sostanze simili alla paraffina e capaci di cambiare la condizione di aggregato. Anche questo principio fisico è ben noto, esempio H2O: l’acqua si trasforma in ghiaccio o in vapore quando l’energia viene aggiunta o tolta. La tecnologia Outlast® si serve esattamente di questa stessa legge fisica.
I materiali Outlast® sono adatti per assorbire, conservare e diffondere il calore del corpo mantenendo l’equilibrio perfetto del microclima sulla pelle. Un piacevole “effetto collaterale” è la sensibile diminuzione della sudorazione. Outlast® supplisce alle oscillazioni di temperatura assicurando un elevato benessere sia di giorno che di notte.
Tag: — angelo @ 10:22
Dedicato agli amanti della personalizzazione: incisione al laser su qualunque tipo di calzature senza limiti di fantasia per testo, numeri ed altro.

Tag: — angelo @ 21:23
Il piede rappresenta un eccelso capolavoro biomeccanico che esprime l’adattamento dell’uomo all’ambiente che lo circonda ed in particolare al suolo sul quale cammina ed alle calzature.
Il piede nasce prima della scarpa e come tale dovrebbe meritare qualche riguardo in più …ed invece viene maltrattato: il piede poggia a terra 3-4 milioni di volte e sopporta il peso medio di circa 14 mila tonnellate per una distanza che nella vita media di una persona equivale a 2 volte e mezza il giro del mondo.
Molto importante nella scelta delle scarpe: una scarpa deve essere comoda, molto comoda.
Deve poi abbracciare il vostro piede senza stringerlo eccessivamente, ma nemmeno deve lasciarlo scivolare al suo interno. In entrambi i casi si corre il rischio di rovinarsi come minimo le unghie, che se vanno a sbattere contro la tomaia possono procurarsi dei versamenti di sangue, diventare nere, ed, a volte, staccarsi.
La calzatura deve essere giusta, nè troppo lunga nè troppo corta. Per favorire i movimenti, la calzatura ideale deve essere almeno di 7/8 millimetri più lunga dell’alluce.
E’ sbagliato costringere un piede a pianta larga in una calzatura a pianta stretta e viceversa. Nella calzatura le dita devono rimanere aperte a ventaglio. Massima inclinazione concessa all’alluce 15°
Il piede ha una sua tipica conformazione, anche se ognuno ha il suo con le sue piccole o grandi differenze. Per cui la forma con la quale si costruisce la scarpa è di importanza fondamentale e più è fedele all’anatomia del piede e meglio è. L’ideale sarebbe farsi fare una forma personale ma anche solo guardando una scarpa si possono fare già delle scelte oculate.
- Più la forma è “a piede”, più sarà comoda.
- Più la forma è “affusolata” meno sarà comoda.

Tag: — angelo @ 12:01
In un mondo di esasperato culto delle apparenze c’è una preoccupante scarsità di eleganza. Si tende alla retorica, alla vanità, al narcisismo, all’esagerazione – al desiderio di “far colpo” a tutti i costi. Si vuole, troppo spesso, strafare e stradire. Non solo nell’abbigliamento (dove l’esibizione di nudità non è meno goffa e banalizzata delle vistosità nel vestire). Anche nel comportamento e nel modo di esprimersi
L’eleganza non è appariscente. Non è un accumulo di orpelli e di esibizionismi. È stile, consapevolezza, misura. Un’equilibrata mescolanza di istintivo buon gusto e di scelte precise, di cura della sostanza e minuziosa attenzione a ogni dettaglio: l’eleganza è sobria e la sobrietà è elegante tutte e due sono piacevoli, gradevoli, confortanti..
Non solo più umane e funzionali, ma anche più belle vive le derby in foto: di una eleganza discreta, intima e pragmatica: le linee classiche, il pellame morbido e resistente, le suole di cuoio a conciate al vegetale la rendono una compagna privilegiata nelle prossime giornate autunnali ed invernali.
Yves Saint Laurent
Non dobbiamo mai confondere l’eleganza con l’essere snob.
Un ottimo modello può proporsi alla moda anche per dieci anni
Tag: — angelo @ 16:46
autunno alle porte: il momento migliore per risuolare le vecchie scarpe.

Tag: — angelo @ 8:34
La qualità può essere:
- attesa
- progettata
- erogata
- percepita

Qualità attesa
E’ la qualità che fa riferimento agli standard qualitativi che il cliente ritiene adeguati
Ci si aspetta di riceverla quale prestazione minima del prodotto/servizio.
Le esigenze legate alla qualità attesa possono essere espresse o meno (in questo caso si definiscono implicite). Le aziende devono essere molto brave nella fase di rilevazione della qualità attesa perché è sulle necessità e sui desideri del cliente che dovranno progettare la qualità che vogliono erogare.
Da qui l’importanza nella realizzazione delle calzature di un incontro a domicilio dove prendersi tutto il tempo necessario per definire le esigenze del committente
Qualità progettata
E’ la qualità che l si propone di raggiungere, cercando di tradurre le esigenze del cliente in requisiti da soddisfare. Per progettare la qualità occorre darsi degli obiettivi di performance e svilupparli al meglio nelle fasi del processo di progettazione/produzione o in quelle di erogazione del servizio.
Il divario tra ciò che si attende il cliente (la qualità attesa) e ciò che la committenza progetta di fornirgli (la qualità progettata) è un gap che può essere definito come gap di comprensione. Questa mancanza di comprensione crea inevitabilmente grossi problemi che si ripercuotono sul prodotto/servizio a valle.
Le calzature devono piacere in finale al cliente, se un buon manufatto non incontra l’appagamento dell’utente finale NON servono a nulla materie prime eccellenti ed artigianalità
Qualità erogata
E’ la qualità associata ad un prodotto/servizio al termine del processo produttivo o di erogazione del servizio. Fa riferimento ai livelli qualitativi che sono stati realmente raggiunti e che possono differire da quelli progettati.
Il divario tra ciò che la committenza ritiene che il cliente debba ricevere (la qualità progettata) e ciò che realmente fornisce (la qualità erogata) è un gap definibile come gap di realizzazione.
Le calzature realizzate sono terminate, l’artigiano ha compiuto il suo lavoro
Qualità percepita
E’ la qualità che il cliente riscontra nel prodotto/servizio che gli forniamo e che esprime il suo grado di soddisfazione. Questa qualità si rivolge alla sfera dell’irrazionale, al mondo delle sensazioni e dell’emotività del cliente. Questa è una fase molto importante perché può fidelizzare o meno un cliente.
Il divario tra la qualità effettivamente fornita dalla committenza (la qualità erogata) e la percezione che di essa ha il cliente (la qualità percepita) è un gap che può essere definito come gap di comunicazione.
Le calzature a questo punto sono in mano al committente che resto l’unico interlocutore a giudicare l’operato secondo il proprio gusto estetico.
Il cliente confronta riferendosi ad esperienze precedenti, al mercato ed alla concorrenza.