dic 30 2011

San Silvestro

Tag:angelo @ 8:41

Il monsieur di turno è pronto per il 31.12.2011

Francesina dipinta a mano in pelle e camoscio !

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dic 29 2011

Smoking

Tag:angelo @ 9:12

Lo smoking è un abito formale maschile da sera e, fra gli abiti di tipo formale, è quello più disinvolto e per il quale è ammesso il maggior numero di varianti. Lo smoking va indossato dall’ora del pasto serale in poi e mai di pomeriggio o di mattina.

L’uso dello smoking dipende in genere dall’ambiente sociale che si frequenta anche se diverse sono le occasioni indicate in cui poterlo indossare: veglioni di fine anno o di carnevale, premi letterari e cinematografici, serate di teatro particolarmente eleganti, le occasioni di ufficialità notturna in circoli e club e nei grandi alberghi, sia europei che americani, duranti i soggiorni per cenare al ristorante.

Il termine “smoking” deriva dall’inglese smoking jacket (”giacca da fumo”), in quanto in origine si trattava di una veste da camera che veniva indossata dagli uomini nelle stanze per fumatori, con lo scopo di preservare l’abito dall’odore del tabacco.

Tale definizione viene usata soltanto nei paesi di lingua tedesca, francese e italiana. Nel Regno Unito lo smoking è invece noto come dinner jacket (giacca da cena).

Lo smoking sarebbe nato a Londra nel 1865 per opera della sartoria Henry Poole & Co. diSavile Row. Poole avrebbe ideato una “giacca corta da fumo” per il principe di Galles (il futuro Edoardo VII), tagliando le code di rondine da un frac, fino a quel momento l’unico abito formale maschile da sera accettato.

Con le nappine o con il fiocco in seta le scarpe da smoking sono obbligatoriamente nere o blu midnight.

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dic 27 2011

Qualità totale

Tag:angelo @ 8:32

La qualità può essere:

- attesa
- progettata
- erogata
- percepita

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Qualità attesa

E’ la qualità che fa riferimento agli standard qualitativi che il cliente ritiene adeguati

Ci si aspetta di riceverla quale prestazione minima del prodotto/servizio.
Le esigenze legate alla qualità attesa possono essere espresse o meno (in questo caso si definiscono implicite). Le aziende devono essere molto brave nella fase di rilevazione della qualità attesa perché è sulle necessità e sui desideri del cliente che dovranno progettare la qualità che vogliono erogare.

Da qui l’importanza nella realizzazione delle calzature di un incontro a domicilio dove prendersi tutto il tempo necessario per definire le esigenze del committente


Qualità progettata

E’ la qualità che l si propone di raggiungere, cercando di tradurre le esigenze del cliente in requisiti da soddisfare. Per progettare la qualità occorre darsi degli obiettivi di performance e svilupparli al meglio nelle fasi del processo di progettazione/produzione o in quelle di erogazione del servizio.
Il divario tra ciò che si attende il cliente (la qualità attesa) e ciò che la committenza progetta di fornirgli (la qualità progettata) è un gap che può essere definito come gap di comprensione. Questa mancanza di comprensione crea inevitabilmente grossi problemi che si ripercuotono sul prodotto/servizio a valle.

Le calzature devono piacere in finale al cliente, se un buon manufatto non incontra l’appagamento dell’utente finale NON servono a nulla materie prime eccellenti ed artigianalità


Qualità erogata

E’ la qualità associata ad un prodotto/servizio al termine del processo produttivo o di erogazione del servizio. Fa riferimento ai livelli qualitativi che sono stati realmente raggiunti e che possono differire da quelli progettati.
Il divario tra ciò che la committenza ritiene che il cliente debba ricevere (la qualità progettata) e ciò che realmente fornisce (la qualità erogata) è un gap definibile come gap di realizzazione.

Le calzature realizzate sono terminate, l’artigiano ha compiuto il suo lavoro

Qualità percepita

E’ la qualità che il cliente riscontra nel prodotto/servizio che gli forniamo e che esprime il suo grado di soddisfazione. Questa qualità si rivolge alla sfera dell’irrazionale, al mondo delle sensazioni e dell’emotività del cliente. Questa è una fase molto importante perché può fidelizzare o meno un cliente.
Il divario tra la qualità effettivamente fornita dalla committenza (la qualità erogata) e la percezione che di essa ha il cliente (la qualità percepita) è un gap che può essere definito come gap di comunicazione.

Le calzature a questo punto sono in mano al committente che resto l’unico interlocutore a giudicare l’operato secondo il proprio gusto estetico.
Il cliente confronta riferendosi ad esperienze precedenti, al mercato ed alla concorrenza.


dic 19 2011

Buon Natale

Tag:angelo @ 8:41

ai piedi di tutti gli italiani !

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dic 17 2011

Scarpe Diem

Cogli l’ottimo del fatto a mano in Italia.

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dic 16 2011

Calzature con rialzo

Tag:angelo @ 8:38

DALLE ZEPPE ALL’«INVISIBILE» RIALZO INTERNO. SPESSO SCARPE DI PREGIO, CUCITE SU MISURA

Non solo Sarko e Berlusconi, i supertacchi da uomorialzo-old1

Persino Galeazzo Ciano li portava. Per vezzo, si dice. Così come per moda, negli anni Settanta, impazzavano a qualsiasi latitudine. Poi, dei tacchi nelle scarpe da uomo, s’è persa traccia fino ai giorni nostri, fino a quando, almeno, politici alla Berlusconi o alla Sarkozy, attori alla Tom Cruise o cantanti alla Elton John (addirittura zeppati) ne hanno fatto bella mostra senza tanti preamboli. Stravaganti?

Non più di tanto. Visto che gli artigiani scarpari più noti del Paese affermano di avere una marea di uomini che ordinano scarpe con il tacco. O, per meglio dire, con un rialzo che li faccia sentire più alti. I due premier non hanno certo bisogno di acquisire più sicurezza e fiducia in loro stessi, di avere un maggior successo sociale, di arrivare a quell’altezza che «fa far carriera più velocemente».

Eppure il rialzo interno per il primo (dai 5 ai 7 centimetri) e uno spudorato tacco sette per il secondo rappresentano il lato debole di due che non devono chiedere mai.

«Che problema c’è — dice convinto Silvano Lattanzi, raffinatissimo calzolaio, nato alla fine degli anni Sessanta, allievo di John Lob, che invecchia le scarpe sotto terra — se un uomo si sente meglio con un supporto è giusto che lo metta. L’importante è che non si veda, è una questione di proporzioni». Invece, non è sempre così.

«Sono scarpe che facciamo solo su espressa richiesta perché alzare significa dare una particolare rimodellatura con nuove proporzioni. Possono esserci anche solo piccole solette interne. In ogni caso le foderiamo in coccodrillo che dà uno speciale comfort».

Sul «su misura» sono tutti d’accordo. Non ci può essere nulla di industriale, ogni passaggio deve essere studiato e calibrato, e vengono eseguiti spesso dei prototipi. «Fu un polacchetto realizzato su idea del sarto Valentino a impegnarci davvero molto — racconta Diego Rossetti della F.lli Rossetti —. Il tacco era di 75 millimetri, ci sembrava un’esagerazione ma Valentino disse che sarebbe stato un grande successo. Non fu così.

Ma oggi tra i nostri modelli di maggior successo c’è quello stringato con la suola alta e plantare interno da 4 centimetri.

Aumenti d’altezza e nessuno se ne accorge».


dic 15 2011

Riflessione pre-natalizia

Tag:angelo @ 9:51

Negli anni settanta quando si acquistava un paio di scarpe, una borsa, un’abito o semplicemente un accendino ci si trovava ad avere in mano un oggetto che era in produzione da anni.

Manufatti che erano stati pensati e creati per durare decenni conservando i loro tratti distintivi di bellezza ed attitudine all’uso quasi per sempre.

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Negli anni a venire il “mondo del lusso” ha spostato il suo baricentro: dall’attenzione alla durata ed alle materie prime usate verso il “brand: introducendo ogni giorno di più un desiderio di consumo immediato, veloce ma duraturo nei confronti dei vari marchi.

Cosi facendo le grandi aziende che detengono il monopolio in questo mercato si sono trovante nella condizione di investire cifre sempre maggiori in pubblicità per alimentare  questo desiderio di possesso.

Ogni lira (prima) ed euro (dopo) speso in comunicazione veniva tolto dal prodotto con la conseguenza finale che oggi i manufatti hanno perso  il valore delle  origini: del ben fatto e  duraturo.

In questo momento storico di crisi si nota che qualcuno sta ripensando le strategie di comunicazione: infatti si vedono nelle pubblicità  operai con camici lindi che lavorano in palazzi rinascimentali, artigiani modelli che cuciono sui tavoli da sala operatoria.

Si cerca di comunicare un ritorno al passato: nei periodi di recessione si cerca spesso di rannichiarsi nel passato per trovare un poco di sicurezza.

La caducità dei prodotti oggi serve solo a soddisfare la fame di azionisti che nei board chiedono più profitti non maggiore qualità.

L’unica difesa del consumatore oggi è nell’esperienza e nell’informazione: cercare in maniera autonoma di capire quali leve fanno muovere il mercato senza lasciarsi suggestionare da  sirene alienanti.

Un piccolo ritorno al passato, forse un grande progresso, che ognuno di noi può fare da solo negli accquisti di tutti i giorni spostando l’attenzione dal contenitore al contenuto.

Passare da consumatore a consumAttore !


dic 14 2011

Le decorazioni, il Broguering ovvero i fori

Tag:angelo @ 8:18

Tutti i modelli di scarpa da uomo presentano una variante liscia, senza punzonature, e una traforata dotata di piccoli buchi sulla pelle.
Se una scarpa presenta decorazioni a traforo nell’aerea delle cuciture della tomaia o sulla punta (la parte più in vista delle calzature) ed è dotata di una punta dritta si parla di semi-brogue.
Nel caso via siano decorazioni a traforo su una punta a coda di rondine si parla invece del modello full-brogue.
Se disposte lungo la linea delle cucitura le decorazioni formano motivi ornamentali sequenziali, quando vengono usate per decorare la punta o, in parte, anche i gambetti, esse formano motivi geometrici e raffinati.
Le decorazioni esaltano le linee e agli archi dei punti di giunzione fra i vari pezzi della tomaia.
Il committente può scegliere quello che maggiormente appaga il proprio gusto estetico !

brogue


dic 12 2011

Gli eventi del Marchese

Tag:angelo @ 13:13

L’eleganza maschile parte necessariamente dal basso: dalle scarpe.

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Non è sempre facile scegliere quella giusta ed ogni modello e colore si adatta a diversi momenti della giornata. Ecco perchè molto spesso occorre lasciarsi consigliare, se poi ci si affida a chi ha deciso che produrre scarpe è la sua missione di vita, allora abbiamo scelto davvero bene.

Continua


dic 11 2011

Scarpe

Tag:angelo @ 17:05

Quando c’è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l’inverso.
Primo Levi, La tregua, 1963

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